Audio del discorso di Saviano in occasione della conferenza sul tema Parola libera e la violenza senza legge, tenuta assieme a Salman Rushdie lo scorso 25 novembre presso l’Accademia di Svezia
Stoccolma è la capitale della Svezia, un paese dell’Europa del nord. In questa città fa molto freddo d’inverno, quanto basta d’estate. Ci sono un sacco di turisti d’estate, non ne bastano d’inverno. Ma a Stoccolma non ci sono solo gli abitanti del posto e i viaggiatori occasionali. Ogni anno una giuria di signori molto colti consegna il premio più importante per uno scrittore. Si chiama premio Nobel, e tutti finiscono col desiderarlo, prima o poi.
Un giorno, però, a Stoccolma arrivano due strani scrittori. Uno è inglese, ma di origine indiana; l’altro è italiano, ma di origine napoletana. Non vengono invitati per ritirare il premio Nobel. Lo vieta un’antica tradizione, quella di non premiare nessuno scrittore che non sia anche un intellettuale, e cioè un uomo solitamente elegante e pulito, che passa il suo tempo in uno studio pieno di libri o viaggiando in comodi alberghi. Ai due strani scrittori viene invece richiesto di parlare della loro vita.
Così il signore italiano di orgine napoletana viene chiamato a salire sul palco. Gli mettono davanti dei microfoni e gli dicono che è tutto pronto: può parlare. E lui comincia. «Le parole di uno diventano le parole di tutti», dice. Nessuno pare capirlo, però. Allora lui racconta di una certa signora Politkovskaja, che voleva solo dire la verità su quello che accadde in una zona della terra chiamata Cecenia, e poi di campi di lavoro chiamati Gulag, dove finivano quanti chiedevano la democrazia in un vecchio paese dell’est. Poi parla anche della sua città, Napoli, e della criminalità che la strozza, come fa una corda sul collo di un condannato. Dice, infine, che la stessa criminalità di Napoli lavora anche in Svezia. Stavolta, nessuno sembra avere sentito.
Il signore italiano di origine napoletana continua ancora per un po’ il suo discorso, parlando e parlando…Fino a quando, forse stanco di aver parlato soltanto lui, lancia un segnale alla platea che era in suo ascolto. Dice infatti: «Lo scrittore ha un alleato fondamentale: il lettore. Fin quando esiste il lettore, nulla può succedere alle parole dello scrittore». Allora, come in una magia, tutti capiscono perchè questo signore non vincerà mai, forse, il premio Nobel. Perchè non è un intellettuale, ma uno scrittore. Vero.
