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I rischi dell’E-ncompentenza

Ottobre 28, 2008

Dal testo della discussa (e deprecabile) legge 133 :

Capo V
Istruzione e ricerca

Art. 15.
Costo dei libri scolastici

2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.

Vale la pena fare molta attenzione alle parole sottolineate; il rischio è quello di prendere per un sollecito adeguamento alle norme sull’istruzione vigenti in altri paesi («al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti») e considerate all’avanguardia, un pericoloso discredito della funzione del libro di testo, inteso non più come carta bianca con corpo di parole nere né come scrigno di curatele e piccola arca a protezione di un lavoro culturale di base; insomma di ridurre a lettere su uno schermo senza solide garanzie scientifiche le nozioni con le quali si ciberà un’intera generazione scolastica. Per scongiurare quel rischio di sopra, a cui la metafora alimentare restituisce il pieno valore della sua importanza quasi fisica, non resta che adottare una sorta di atteggiamento di prudenza da retroguardia. Ponderare e affinare gli strumenti della vigilanzai intellettuale e culturale.

La moderna società dell’informazione ha realizzato una tumefazione delle capacità personali di sintesi ed analisi della realtà, nel nome della celerità del passaggio dell’informazione stessa e, soprattutto, del suo consumo; difficilmente un alunno del primo ciclo dell’istruzione della scuola primaria potrà rendersi conto di quello che c’è dietro una scrittura che gli viene imposta (difficilmente saprà anche questo) dall’alto. Se però questo può accadere già oggi, con l’introduzione dello strumento telematico la vicinanza del piccolo lettore con il testo sarà meno prossima appunto, fisicamente e lo sarà altrettanto il rischio per un testo in html di subire modificazioni sempre più frequenti. La progressiva scomparsa del libro, perchè questo è il messaggio contenuto fra le righe, fa il nodo con l’informatizzazione della scuola, la quale non è di per sè negativa, anzi; sappiamo bene però a cosa la terza “i” della scuola si leghi, nelle menti di chi ha concepito questo piano alquanto contorto, dopo l’inglese.