La questione Moresco è stata definitivamente innescata dopo l’uscita dei Canti del caos (Mondadori, 2009), circa mille pagine di romanzo celate da una copertina con un Burri informale. Perché, si dirà, una quaestio moreschiana? La risposta ufficiale la conoscono in molti: Moresco ha visto rifiutarsi i propri libri per decenni da quasi tutti gli editori italiani [vedi le Lettere a nessuno (Bollati Boringhieri, 1997)], tanto da essere assurto oggi a testimonianza vivente e letteraria dell’operato e dell’intelligenza del nostro panorama editoriale e culturale. La risposta ufficiosa è che, invece, Moresco ha letteralmente mandato in tilt la critica italiana, probabilmente ancora in stand by di fronte a romanzi e racconti come i suoi, tanto lontani dalla letterarietà così come da un vacuo sperimentalismo. Tra i critici che lo hanno apprezzato fin da subito c’è Carla Benedetti, collaboratrice dell’Espresso e autrice del Tradimento dei critici (Bollati Boringhieri, 2002), titolo di per sè già vicino alle esperienze di Moresco. Nel 1998 i due avevano registrato una conversazione in un parco di Milano, poi pubblicata da King Kamehameha Press, una piccolissima invenzione editoriale di Tommy Cappellini (ora giornalista del Giornale). Scheiwiller ripropone il testo in una nuova ed elegante veste grafica e con un’introduzione firmata dallo stesso Moresco: per capire un po’ meglio lo scrittore mantovano e per intendere quale critica letteraria oggi possa avvicinarsi ai suoi libri senza etichettarli in bui vicoli ideologici o poetici, La visione risulterà più che soddisfacente. Dal caso alla fisicità, tutti i temi cari a Moresco vengono snocciolati in una scorrevole chiacchierata, sondando la gravità e la pesantezza del pensiero contemporaneo (anche Baudrillard a volte pare “una macchina verbale in cortocircuito”) adagiato sulla sterilità e sul conformismo dei suoi interpreti. Continua, in definitiva, con questo libro l’interessante lavoro di Andrea Amerio, editor di Scheiwiller, sulla scorta dell’esperienza e del radicalismo critico di Alfonso Berardinelli, diretto editoriale. E continua anche l’inarrestabile marcia verso l’accettazione, almeno da parte di un po’ di critica, di Antonio Moresco. Via la quaestio, resta la poetica.
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